Ogni viaggio verso la genitorialità è unico, e quando si intraprende un percorso di fecondazione assistita, ci si trova ad affrontare non solo una serie di step di tipo medico-scientifico, ma anche passaggi più emotivamente profondi. Il corpo, sì, è protagonista, ma la mente e il cuore non sono da meno.
In quei momenti, di incertezza e speranza, c’è bisogno di equilibrio, di consapevolezza e di un supporto che vada oltre il semplice approccio clinico. Perché la fecondazione assistita è una sfida che richiede forza, pazienza e cura, non solo del corpo, ma anche dell’anima.
Quando il Professionista attua sessioni di supporto emotivo
Un percorso di fecondazione assistita attiva dimensioni emotive complesse, il che implica, per la coppia che vi si sottopone, un grande dispendio di energie sia mentali che fisiche. Già durante la prima visita e la diagnosi, ogni paziente si trova ad affrontare notizie che potrebbero essere difficili da accettare.

La PMA richiede un grande dispendio di energie sia mentali che fisiche.
In questa fase, il supporto emotivo aiuta a preparare la persona o la coppia al percorso che li attende, riducendo l’ansia e restituendo informazioni che aiutino a:
- identificare possibili fattori di stress associati alle procedure mediche;
- accettare eventuali diversità nel modo di gestire ed affrontare i vari step delle metodiche;
- acquisire consapevolezza che un percorso di PMA esula dal loro controllo;
- imparare ad affidarsi completamente e con fiducia allo staff medico.
Nel corso del trattamento, il supporto emotivo continua ad essere un pilastro, con sessioni specifiche che possono aiutare a gestire lo stress e l’ansia legati all’attuazione dei vari step delle metodiche. Ma è nelle fasi più avanzate, a maggior ragione se di fronte ad uno o ripetuti fallimenti, che il supporto psicologico offerto da professionisti diviene cruciale.
Tra le linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, in riferimento alla Legge 40 (pubblicati sulla G.U. Serie Generale n. 161 del 14 luglio 2015) si indica che “ogni centro PMA dovrà prevedere la possibilità di un supporto psicologico per la donna e le coppie che ne abbiano necessità”.

Il Training Autogeno è utile a raggiungere uno stato di rilassamento profondo.
La ratio di questa indicazione deriva dalla consapevolezza che l’aiuto di professionisti, in questi casi, diventa fondamentale se si persegue l’obiettivo di riuscire ad individuare la presenza di fattori psicologici coinvolti nella condizione di infertilità e di verificare eventuali:
- sterilità psicogene;
- problematiche di origine psicologica;
- condizioni d’ansia che interferiscono con la fertilità.
L’intervento psicologico è importante anche in ottica preventiva perché vuole garantire uno spazio in cui esternare i propri vissuti ed attribuire un significato alla propria esperienza.
Tecniche o Strategie Emotive a Supporto dei Trattamenti di Fertilità
A supporto dell’intervento psicologico, ma, sia chiaro, non in sostituzione ad esso, esistono diverse tecniche di tipo emozionale che possono aiutare i pazienti a gestire lo stress e l’ansia legati alla fecondazione assistita. Tra le più utili, il rilassamento muscolare progressivo, che aiuta a ridurre la tensione fisica, e il training autogeno, utile a raggiungere uno stato di rilassamento profondo. Queste tecniche non solo riducono l’ansia, ma favoriscono anche un miglioramento della qualità della vita quotidiana.
La respirazione consapevole è un’ulteriore tecnica che aiuta i pazienti a mantenere la calma e a focalizzarsi sul momento presente, riducendo i pensieri “ansiogeni” e favorendo una sensazione di benessere psicofisico. La consapevolezza emotiva è altrettanto importante, in quanto aiuta i pazienti a riconoscere e gestire le proprie emozioni, evitando che queste interferiscano negativamente con il trattamento. Queste strategie contribuiscono a ridurre il livello di stress, migliorando la serenità durante tutto il percorso di fecondazione assistita.
La Necessità di Supporto Psicologico: Aspettative e Terapie
La Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, che regolamenta i trattamenti di fertilità in Italia, prevede che il supporto psicologico sia una parte integrante del percorso. Quindi, ogni centro che si occupi di PMA, dovrebbe comprendere sia una consulenza psicologica che un percorso psicoterapico vero e proprio sia esso individuale, di coppia o di gruppo.

Ogni centro di PMA, dovrebbe contemplare la possibilità di un percorso terapeutico.
L’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) ha redatto un documento che traccia le linee guida dei centri di PMA internazionali da seguire.
Le indicazioni di questo documento si basano su tre modelli di consulenza psicologica:
- il Decision Making counseling, che aiuta le coppie a conoscere e capire le implicazioni psicologiche che derivano da un trattamento;
- il Support counseling, che ha lo scopo di dare supporto alle coppie quando crescono stress e difficoltà;
- ilTherapeutic counseling, che assiste le coppie lungo il difficile percorso tracciato dal trattamento.
Per cui, i trattamenti, peraltro focalizzati sullo specifico paziente o sulla specifica coppia nella loro individualità e proposto a seconda della fase del trattamento, potrebbero avere un taglio contenitivo o psico-educativo. A seconda che serva ad affrontare tematiche e preoccupazioni specifiche o che suggerisca tecniche specifiche come il rilassamento, la gestione dell’ansia, tecniche di distrazione o tecniche comunicative di coppia.
Purtroppo, la non obbligatorietà di questo tipo di supporto fa sì che non tutti i pazienti abbiano la possibilità di affrontare le proprie emozioni in modo sano, compromettendo, di fatto, soprattutto, la gestione delle aspettative.
La gestione delle emozioni durante e dopo la fecondazione assistita
Durante un percorso di fecondazione assistita, esperienza emotivamente intensa, caratterizzata da alti e bassi che mettono a dura prova, continuamente, la psiche dei pazienti, la coppia necessita di uno spazio fisico e mentale in cui sentirsi legittimata ad esprimere le emozioni e in cui sentirsi sostenuta e accolta. Svolgere un intervento di supporto in tale ambito, significa tener conto:
- dello stato psicologico individuale e di coppia;
- della storia familiare;
- dei passaggi generazionali più importanti;
- delle risorse esistenti in essi e nel contesto allargato nel quale sono inseriti.

Alti e bassi mettono a dura prova, continuamente, la psiche dei pazienti.
Perché, la mancata realizzazione del desiderio di procreare e la successiva diagnosi di infertilità, sollecita intense reazioni emotive e stati d’animo. Ansia, frustrazione, speranza, paura del fallimento, e incertezza costante, sono solo alcune delle emozioni che possono emergere in ogni fase del trattamento.
Per questo motivo, è essenziale adottare strategie che aiutino a gestire le emozioni in modo equilibrato, riducendo lo stress e migliorando il benessere generale.
Tecniche di rilassamento per supportare il percorso di fecondazione assistita. Sono sufficienti?
Da embriologa, osservo, quotidianamente, quanto la componente emotiva possa influenzare il benessere delle pazienti e, di conseguenza, i risultati delle metodiche. Pur potendo offrire supporto, attraverso la scienza e la medicina, ritengo comunque essenziale il ricorso a professionisti qualificati per la gestione delle emozioni, soprattutto nei casi in cui si verificano ostacoli alla maternità.
Alcune tecniche di rilassamento, pur non essendo soluzioni mediche, contribuiscono a migliorare il benessere emotivo e fisico, creando uno stato di serenità utile a gestire le diverse fasi del trattamento. Vediamo in dettaglio.
Training autogeno: Questa tecnica di rilassamento profondo, che si basa sull’autosuggestione, aiuta a ridurre la tensione muscolare e mentale. Insegna a rilassare volontariamente i muscoli e a concentrarsi su sensazioni fisiche, come il calore e il peso, alleviando così lo stress.
Rilassamento muscolare progressivo: Consiste nella contrazione e successiva distensione di gruppi muscolari specifici. L’obiettivo è liberare la tensione fisica e psicologica, favorendo uno stato di rilassamento che rende più tollerabili le difficoltà emotive del trattamento.

Alcune tecniche di rilassamento contribuiscono a migliorare il benessere emotivo e fisico.
Meditazione e mindfulness: Queste pratiche aiutano a concentrarsi sul presente, riducendo le preoccupazioni legate al futuro. Durante un trattamento di fecondazione assistita, l’attesa può generare ansia. La mindfulness aiuta a gestire queste emozioni, promuovendo una maggiore calma interiore.
È importante sottolineare che, sebbene queste tecniche siano utili, non possono certamente sostituire l’aiuto di un professionista per il supporto psicologico, soprattutto in caso di ansia o stress persistenti.
L’intervento psicologico nella gestione del benessere emotivo dopo il trattamento di Fecondazione Assistita
La consulenza psicologica non solo può aiutare le coppie a sviluppare strategie efficaci per gestire l’attesa nelle varie fasi del trattamento ma anche i decorsi psicologici conseguenti ai trattamenti procreativi.
Nei casi di successo della PMA e nascita del bambino, la gravidanza ha il suo decorso fisiologico e non differisce da quella delle donne che concepiscono in modo naturale. Tuttavia, in mamme da PMA, si sono manifestati livelli di ansia maggiori e aspettative particolarmente alte rispetto alla maternità. Hanno spesso preoccupazioni per il decorso della gravidanza, per la salute del feto e, talvolta, aspettative erronee e atteggiamenti disfunzionali rispetto alla gravidanza stessa.

La consulenza psicologica e i decorsi conseguenti ai trattamenti procreativi.
Un intervento psicologico volto alla gestione dell’ansia e all’adozione di una prospettiva adeguata circa la maternità può essere benefico per la donna anche nel post partum.
Nei casi di insuccesso del trattamento e successiva vita senza figli, anche a distanza di cinque anni dall’esito negativo dei trattamenti di fecondazione assistita, le donne, che conservano un desiderio di maternità, possono sperimentare un maggiore livello di ansia, un maggiore ricorso a farmaci per dormire, fumano più spesso e più spesso hanno relazioni di coppi.
Il terapeuta potrebbe intervenire per aiutare la coppia e la donna, in particolare, a superare il dolore per il figlio mai arrivato e gli eventuali traumi vissuti, favorendo l’accettazione e la ridefinizione degli scopi di vita.
Fecondazione Assistita in Estate: Benefici del clima, studi e relazioni tra Temperatura e Fertilità
L’esercizio di alcune tecniche di rilassamento e una gestione consapevole delle emozioni, in fin dei conti, possono influire positivamente sugli esiti della Fecondazione Assistita, ma è importante considerare anche l’influenza dell’ambiente circostante, anche in termini climatici. Le stagioni, infatti, hanno una notevole influenza sul nostro corpo e sulla nostra mente (ritmi circadiani).
Si può dire che la Fertilità aumenti in Estate?
Con l’arrivo dell’estate si registra, certamente, un miglioramento delle condizioni di fertilità per la gran parte dei soggetti coinvolti, ma è importante considerare anche alcune rilevanti limitazioni.
L’esposizione moderata al sole, infatti, stimola la produzione di vitamina D, fondamentale per la salute ossea e per l’assorbimento di numerose proprietà benefiche. Inoltre, aiuta a regolare il ciclo mestruale e a migliorare la funzione ovarica. La vitamina D influisce positivamente anche sul bilancio ormonale e sul benessere generale, ma rimane sempre consigliabile monitorarne i livelli, e, se necessario, integrarli con alimenti o integratori specifici.

L’esposizione al sole favorisce maggiore assorbimento di proprietà benefiche.
Senza contare che la mitezza del clima favorisce maggiori opportunità di svago e quindi una più corretta modulazione del tempo da dedicare a sé stessi. Ecco che anche un migliore equilibrio della propria vita sociale influisce positivamente sulla capacità produttiva sia dell’uomo che della donna. Ma l’eccessivo calore può produrre anche effetti negativi, in particolare, su gameti e organi genitali. Vediamo quali:
Spermatozoi (Gameti maschili): Le alte temperature possono ridurne la motilità e condizionarne la concentrazione.
Di conseguenza, l’esposizione prolungata a fonti di calore, come saune o docce calde, può diminuire le possibilità di successo nei trattamenti di inseminazione artificiale (IA) e fertilizzazione in vitro (IVF).
Muco Cervicale (Organi genitali femminili): Il caldo intenso può causare disidratazione e alterare la qualità del muco cervicale, influendo negativamente sul sistema riproduttivo. Inoltre, le donne che assumono farmaci per la stimolazione ovarica potrebbero avvertire effetti collaterali come gonfiore o fastidi addominali intensificati.
Ecco perché rimane importante che le donne, che si sottopongono a trattamenti di procreazione medicalmente assistita, mantengano una corretta idratazione evitando esposizioni prolungate alle alte temperature.
La relazione tra condizioni climatiche e successo dei trattamenti di Fecondazione Assistita. Gli studi
Chi affronta un percorso di fecondazione assistita immagina che l’estate sia la stagione dell’anno in cui è maggiore la probabilità di conseguire risultati positivi. Dall’assunto che l’esposizione alla luce solare e la conseguente regolazione dei cicli circadiani con annessa produzione di melatonina, migliorino il sonno e l’equilibrio ormonale.
Ma stando ad uno studio, pubblicato su Reproductive Biology and Endocrinology, condotto per valutare l’impatto del cambiamento della temperatura ambientale sulla fertilità femminile, utilizzando i dati provenienti da 174 Paesi nell’arco di due decenni (2000–2019), si è evidenziata una relazione a forma di U tra le variazioni di temperatura e la prevalenza dell’infertilità.

La PMA richiede un grande dispendio di energie sia mentali che fisiche.
I risultati indicano che sia il caldo estremo, sia il freddo, possono aumentare i tassi di infertilità, con la prevalenza più bassa osservata a una temperatura ottimale di 15°C.
Nella parte più bassa della curva, a 15°C, i tassi di infertilità sono più bassi mentre quando le temperature si discostano da questo valore ideale, sia verso il caldo che verso il freddo, i tassi di infertilità aumentano.
Lo studio ha anche fatto alcune proiezioni sulle tendenze future, individuando nei Paesi più sensibili all’impatto del cambiamento climatico, tra cui l’America Latina, il Nord Africa e il Medio Oriente, un probabile aggravamento della relazione individuata, tra variazione della temperatura e ASPR dell’infertilità femminile, e delle conseguenti disuguaglianze in salute esistenti.
In particolare nelle regioni con accesso limitato a sistemi di mitigazione climatici e ad adeguate risorse sanitarie, dove fattori ambientali come inquinamento e malnutrizione sono più severi.
Certo è che, quindi, mantenere una dieta equilibrata, in qualunque periodo dell’anno ed in qualunque fase della propria vita, rimane essenziale, a maggior ragione in estate perché il caldo può ridurre l’appetito.

Un approccio integrato, che unisca cura del corpo e della mente, può davvero fare la differenza.
Una corretta idratazione ed il consumo di cibi freschi e leggeri, uniti ad una regolare attività fisica ed una dieta specifica, anche la Dieta Mediterranea, può aiutare a mantenere un peso corporeo ottimale, supportando così l’efficacia di qualsiasi trattamento finalizzato alla riproduzione.
Da Embriologa, non posso che affermare che l’infertilità non possa essere trattata allo stesso modo di ogni altra “malattia”, sia in quanto investe l’essenza della femminilità e della mascolinità, sia a causa dell’invasività fisica e psicologica che accompagna il trattamento. Oltre tutto perché si può mettere in discussione l’immagine di sé e dar luogo a squilibri emozionali e psicosessuali.
Ecco che affrontare il percorso in un approccio integrato, cioè combinando modelli scientificamente fondati che includano anche il corpo e le emozioni, può davvero fare la differenza nel raggiungere i risultati sperati.
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