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3 ESAMI PER INDIVIDUARE I PROBLEMI DI INFERTILITÀ MASCHILE

Come capire se è un problema di sterilità? Iniziamo dall’uomo.

Il primo passo consiste nell’effettuare tre esami per l’infertilità maschile, il primo dei quali è una valutazione dei trascorsi, ed è basato sull’esperienza clinica del professionista al quale è stato richiesto il parere, e gli altri due si effettuano in laboratorio. In mancanza di questi nessuno può affermare con certezza che vi sia un problema di infertilità. Io, al primo colloquio conoscitivo con la coppia, suggerisco sempre tre fasi. Le elenco:   

1. Anamnesi dell’infertilità maschile

L’anamnesi è la prima essenziale valutazione. Consiste nella raccolta della storia della persona che si rivolge allo specialista. Si basa su una serie di domande che riguardano:

Anamnesi-infertilita-maschile_Chiara-Granato
Anamnesi-infertilita-maschile_Chiara-Granato
  1. il tempo trascorso nella ricerca del concepimento;
  2. la frequenza dei rapporti avuti in tale periodo;
  3. l’evidenza di eventuali problemi relativi ai rapporti sessuali.

In seguito, si raccolgono informazioni sulla presenza di problematiche presentatesi nell’infanzia o nell’adolescenza. Alcune problematiche, infatti, possono essere messe in relazione con un eventuale problema di infertilità nel presente. 

Nell’uomo l’anamnesi remota raccoglie informazioni sulla presenza o meno di criptorchidismovaricocele. Tali problematiche si presentano nell’infanzia o nell’adolescenza, cioè molti anni prima dell’eventuale problema di infertilità. Per questo il soggetto interessato potrebbe non porli in relazione con l’infertilità attuale o, più semplicemente, potrebbe non essere informato delle conseguenze dei rischi che criptorchidismo e varicocele hanno per la funzionalità dei testicoli. 

È opportuno verificare anche che non ci siano state delle orchiti e infezioni o infiammazioni di epididimo, dotti deferenti, dotti eiaculatori, prostata e vescicole seminali. Altrettanta attenzione va posta alle cause pre-testicolari e, in particolare, alle alterazioni della secrezione di gonadotropine. Un’altra parte dell’anamnesi dovrebbe riguardare malattie che più difficilmente sono poste in relazione con la l’infertilità, tipo obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre ancora.

Importante è anche raccogliere informazioni su cure che il soggetto ha assunto o sta assumendo perché, anche riguardo a queste ultime, ci può essere un impatto sulla fertilità.

Infine, il medico valuta anche le abitudini di vita, come fumo e consumo di alcol, e lavori, svolti in passato o tuttora in corso. Alcune attività, infatti, potrebbero alterare la funzione dell’apparato riproduttivo.

2. Analisi del liquido seminale

Dopo l’anamnesi, il primo tra gli esami per l’infertilità maschile è l’analisi dello sperma.

Test-di-capacitazione_ALS_Chiara-Granato
Test-di-capacitazione_ALS_Chiara-Granato

È fondamentale eseguire l’analisi dello sperma per confermare o meno l’infertilità.

L’analisi dello sperma si effettua in seguito ad un periodo di 3/5 giorni di astinenza dai rapporti sessuali. Si esegue tramite masturbazione o usando un apposito preservativo durante un rapporto. Il campione in genere viene raccolto in laboratorio. La raccolta può essere effettuata anche a casa ma deve essere portato al centro di riferimento più rapidamente possibile

Si procede poi con:

  • valutazione macroscopica del campione che misura e valuta il volume, il PH, la fluidificazione, la presenza di coaguli, l’odore e il colore.
  • valutazione microscopica che viene effettuata al microscopio ottico. Questa consiste nella conta degli spermatozoi su vetrino per determinarne la concentrazione, si valuta poi la motilità (motilità progressiva rapida, progressiva lenta, motilità in situ) e la morfologia. È importante valutare anche la presenza di leucociti in quanto possono essere indice di un’infezione degli organi che  producono lo sperma o nei quali passa in occasione dell’eiaculazione. Altri parametri da considerare sono le agglutinazioni specifiche e aspecifiche che possono indicare la presenza di anticorpi anti-spermatozoi, cellule prostatiche ed epiteliali che possono essere indice di infiammazione degli organi interessati dalla produzione di spermatozoi.

Personalmente credo che sia fondamentale per completare l’analisi del liquido seminale eseguire il TEST DI CAPACITAZIONE che consente di valutare la capacità fecondante degli spermatozoi. Il trattamento ha lo scopo di selezionare gli spermatozoi migliori separandoli da quelli non vitali, detriti e cellule.

Il test di capacitazione si utilizza anche per la preparazione del seme durante IUI, FIVET e ICSI e, prescritto come indagine diagnostica, consente ai medici di stabilire la tecnica di PMA più idonea.

3. Dosaggi ormonali

Infine, tra gli esami per l’infertilità maschile indichiamo i dosaggi ormonali.

Dosaggi-ormonali_Chiara-Granato
Dosaggi-ormonali_Chiara-Granato

Il dosaggio delle gonadotropine e di altri ormoni nella diagnosi dell’infertilità maschile, sono particolarmente rilevanti se c’è un riscontro di una produzione di spermatozoi molto ridotta o assente.

In questi casi si misurano FSHLH e testosterone. Il primo aiuta a comprendere se l’azoospermia (completa assenza di spermatozoi nell’eiaculato) dipende da un’ostruzione delle vie attraversate dallo sperma, nel quale caso l’FSH è normale o se, invece, essa è provocata da un danno dei tubuli seminiferi, al quale generalmente si associa un aumento della concentrazione dell’ormone nel sangue. 

L’LH è aumentato e il testosterone diminuito nel 30% dei maschi con grave oligoastenoteratospermia (bassa concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi nell’eiaculato) o azoospermia causata da danni all’epitelio germinativo.

Tali dosaggi sono indicativi anche per valutare la presenza di ipogonadismo ipogonadotropo caratterizzato da concentrazioni ridotte sia di gonadotropine che di testosterone.

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Solo dopo aver valutato attentamente gli esiti di queste prime indagini potremmo capire se sussiste o meno una reale condizione di infertilità.

Per una consulenza personalizzata, puoi contattarmi all’email: info@chiaragranato.it oppure ai riferimenti che trovi nella pagina contatti.

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