PILLOLE DI BENESSERE | ON AIR N.11
ON AIR | N.11
Questo sabato elenco una serie di fattori che hanno determinato, negli ultimi anni, una crescita esponenziale dell’accesso a tecniche che prevedono la donazione di gameti, in particolare per ciò che attiene alla regione Campania. Il recente maggior ricorso a questa tecnica si deve, in primis, alle alte percentuali di successo ottenute (l’età massima della donatrice di ovuli non può superare i 35 anni di età), unitamente ad una serie di ulteriori fattori come il progressivo peggioramento delle condizioni in cui versano le donne che superano i 36 anni di età. Si riscontra, sempre più frequentemente, un’insufficienza ovarica primaria, menopausa fisiologica o precoce, un aumento preoccupante di donne portatrici di malattie geneticamente trasmissibili al futuro bambino e, purtroppo, l’aumento di casi di insuccesso di tecniche di tipo omologo in seguito ad inadeguate risposte alla stimolazione ovarica. Tutti questi fattori contribuiscono a motivare l’aumento esponenziale registrato.PILLOLE DI BENESSERE | ON AIR N.10
ON AIR | N.10
Questo sabato parlo della fecondazione di tipo eterologo, fenomeno in forte crescita.
Motivazione che va ricercata sicuramente nelle notevoli percentuali di successo ottenute, siano essi ovuli o seme, a partire da un 60% nel primo ciclo, fino ad arrivare ad un 90% nei tentativi successivi. Inoltre, il materiale biologico è, sempre, qualitativamente garantito perché il donatore o la donatrice, potenziali, devono accettare di sottoporsi a controlli medici, genetici, biologici e ginecologici scrupolosi.
Pur tuttavia, è inutile negare che quando è il gamete maschile a dover essere donato, per molti uomini è estremamente difficile accettare di veder crescere la pancia della propria donna grazie al seme donato da un altro uomo. E per la verità, occorre, assolutamente, evitare che la donna forzi il compagno ad un’accettazione innaturale perché non avrebbe altro effetto che accentuare il senso di impotenza e di depressione del partner.
PILLOLE DI BENESSERE | ON AIR N.9
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Oggi mi soffermo sulle difficoltà incontrate dai partner maschili di fronte alla possibilità di veder crescere la pancia della propria donna grazie al seme donato da un altro uomo.
Occorre, assolutamente, evitare che la donna forzi il compagno ad un’accettazione innaturale perché non avrebbe altro effetto che accentuare il senso di impotenza e di depressione del partner con la conseguenza dell’allontanamento.
Solo quando si è pronti a intraprendere un ruolo genitoriale incondizionato, investendolo di significati positivi, solo quando si arriva ad una profonda comprensione, maturazione e condivisione della scelta da parte di entrambi i partner, si potrà godere di una gravidanza felice e costruire una famiglia solida.
Per questo motivo, suggerisco sempre, ad ogni coppia che si rivolge a me, di non avere fretta di iniziare la fecondazione eterologa e di prendere in considerazione tutte le possibilità.
PROGETTO BIMBO | IL VIDEO
UN’OPPORTUNITÀ PER IL TUO FUTURO
Progetto Bimbo è un’iniziativa imperniata sulla consulenza. Perché considero la consulenza un valore. Un processo faticoso ma gratificante che va dall’informazione all’orientamento, dall’assistenza nell’iter diagnostico e terapeutico fino al supporto emotivo.
Talvolta bastano pochi colloqui, disponibilità e comprensione per assicurare quel supporto indispensabile al raggiungimento della gravidanza. Altre volte empatia e condivisione rendono palesi le frustrazioni che si vivono nel sentirsi privati di una parte importante del proprio progetto di vita. Allora occorre tempo per ascoltare e tempo per condividere quali sono le possibilità, i rischi e le opportunità. Allora non aspettare ancora.
A volte basta solo un abbraccio.
PILLOLE DI BENESSERE | ON AIR N.8
ON AIR | N.8
Questo sabato approfondisco il tema della pretesa somiglianza dei figli ai genitori che ricorrono alla tecnica Eterologa.
Nel caso di ovodonazione, a differenza del partner maschile, per la donna, fino a qualche anno fa, era del tutto preclusa la speranza in qualsiasi tipo di somiglianza verso il nascituro. Oggi, invece, qualsiasi equipe, deve assicurare la migliore compatibilità delle principali caratteristiche fenotipiche tra donatrice e ricevente.
Senza considerare, peraltro, le ricerche pubblicate, negli ultimi anni, nel campo dell’epigenetica. Per quanto riguarda, invece, i desideri, anche inconsci, che portano a fantasticare sui dettagli più insignificanti, dal colore degli occhi, l’eleganza delle mani, fino a tratti caratteriali, a mio avviso, la più grande accettazione che si possa fare del diverso da sé, nella propria vita, è nei confronti dei propri figli. E, comunque, se l’obiettivo finale della coppia è raggiungere il sogno della tanto desiderata genitorialità credo che la somiglianza fisica non c’entri assolutamente nulla.

